Qui, Ora

Fotografare implica scegliere. È il riflesso di una porzione di realtà. Quando guardi un'immagine fissa, la sola certezza che ne ricavi è che stai guardando qualcosa che è esistito, che è accaduto: quella persona o quell'oggetto erano lì quando qualcuno li ha fotografati.

Le cose che vedi in una fotografia sono sicuramente esistite. In alcuni casi puoi immaginare che sono ancora lì.

Altre volte sai che il soggetto è cambiato. Ciò che la fotografia ha fissato non esiste più, o almeno non in quella forma: quell'albero avrà perso le foglie, la bambina avrà attraversato la strada. E sarà cresciuta.

Tutto quello che puoi dire con certezza di ciò che vedi in foto è "questo è stato". E in questa frase si sente nitida la presenza del tempo che passa ed è passato, e delle cose che cambiano e si evolvono. Abbiamo la percezione del passare del tempo. E riconosciamo in questo una forma di morte: come dice Barthes in La camera chiara, la fotografia è "una raffigurazione di un viso truccato, immobile, dietro il quale riconosciamo la morte."

Tenendo questo concetto ben in mente, "Qui, Ora" è un tentativo di catturare la vita, cercando di tradurre il suo costante movimento in immagini.

reading qui ora by gabriele gelsi
reading ruins qui ora by gabriele gelsi
blakes dock reading qui ora by gabriele gelsi
reading qui ora by gabriele gelsi
cemetery junction reading qui ora by gabriele gelsi
wanderer reading qui ora by gabriele gelsi
disabled only reading qui ora by gabriele gelsi
seagull gasometer reading qui ora by gabriele gelsi
the blade reading qui ora by gabriele gelsi